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Prima o poi doveva accadere ed è successo ieri, mercoledì 13 aprile, al Master 1000 di Montecarlo 2016. Il numero uno del mondo Novak Djokovic è stato sconfitto nel secondo turno del torneo dal ceco Jiry Vesely numero 55 della classifica ATP con il punteggio di 6-4 2-6-6-4. 

La sconfitta è certamente clamorosa tanto che ne hanno parlato i media di tutto il mondo aprendone prime pagine e TG. Che il Re fosse nudo non accadeva dal 2014 quando perse al primo turno a Madrid dal bulgaro Grigor Dimitrov. Come tutti sapete i numeri del serbo sono impressionanti pensate solo che negli ultimi 11 Master 1000 disputati Nole non aveva mai perso prima della finale aggiudicandosi 9 titoli (sconfitto da Murray a Montreal e da Federer a Cincinnati).

La partita di ieri è stata di grande impatto emotivo per tutti gli appasionati di tennis perché ci ha regalato una sensazione che pareva scomparsa: Nole Djokovic è umano. E’ vero, il giocatore serbo non era al meglio e ha giocato il suo tennis solo a tratti, ma è appunto questa una delle caratteristiche che ha fatto di Djokovic l’incontrastato dominatore delle ultime stagioni perchè, pur giocando sotto tono alcuni incontri di un torneo, riusciva sempre a portare a casa la vittoria.

Ieri il campione non è riuscito a raddrizzare l'incontro, forse anche per merito del suo avversario. Dopo aver perso il primo set, e questo ci può stare perchè l’approccio dei campioni nei primi turni è sempre molto soft, Nole ha ripreso le redini dell’incontro vincendo il secondo parziale nettamente. Un fatto che lasciava intendere come l'inerzia della partita fosse tornata sotto il suo controllo.

Invece, nel primo gioco del set decisivo con il servizio a disposizione da 40-15, Novak ha perso quattro punti filati cedendo il turno di servizio. Immediatamente ha reagito ed ha contro brekkato Vesely. Ma nel terzo game dopo aver salvato una prima palla break ha perduto ancora la battuta commettendo un maldestro doppio fallo. Due a uno Vesely nuovamente in vantaggio di un break.

Da qel momento in poi non vi è stata nessuna reazione anzi, sul 5 a 3 per il giocatore ceco, Djokovic si è trovato nuovamente 30-40 offrendo il primo match point al suo giovane avversario. Infine, nel game decisivo con Vesely in battuta, Nole è riuscito a conquistare solo due punti, lasciando così il torneo e il titolo.

Alla luce dei fatti il dato più strano, più allarmante per Nole, e più rincuorante per i suoi avversari, è che le statistiche della gara non sono affatto scadenti. Novak ha servito più prime palle (68% vs 59%) con le quali ha vinto più punti del suo avversario (73% vs 69%). Nella differenza tra vincenti e gratuiti (-8 vs -10) il serbo è ancora meglio del suo contendente, ma udite udite, ha vinto solo il 41% con la seconda di servizio contro il 61% di Vesely e ha concesso 8 palle break salvandone 5 contro le 4 del giocatore ceco che ne ha salvata solo una.

Quindi i numeri ci dicono che Novak ha giocato peggio del suo avversario durante i momenti “Djokovic“, dunque il tennis sulle seconde palle di servizio. E’ questa la particolarità della sconfitta di ieri del numero uno del mondo. Tutto il resto è cronaca, prima o poi doveva accadere. La vicenda è avvenuta sulla terra rossa, superficie sulla quale il giocatore serbo ha comunque il peggior rapporto vittorie sconfitte delle ultime quattro stagioni.

Questi i dati: cemento + indoor 173 incontri disputati e 17 sconfitte (10,17%), erba 20 partite una sconfitta (5%), terra rossa 46 match 7 sconfitte (14,28%).

Complimenti vivissimi a Jiry Vesely per aver approfittato di una giornata oscura del campione baltico e per aver dimostrato a tutto il mondo che anche un giocatore “normale“ può sconfiggere l’incontrastato leader della classifica ATP .

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