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Da Londra 2012 a Rio 2016, a seguito di un’attesa durata ben quattro anni riprende finalmente corpo la più grande competizione sportiva del globo, stiamo parlando ovviamente della trentunesima edizione dei Giochi Olimpici.
E tra le molteplici discipline che compongono lo splendido mosaico di questa storica manifestazione non poteva non figurare in prima linea anche il nostro amato sport con la racchetta.


Quello che ci proponiamo di fare nel presente articolo sarà ripercorrere assieme quanto accaduto in questi primi 6 giorni di gare, cercando di evidenziare i principali risultati e di indagare sulle tante clamorose sorprese che li hanno caratterizzati.
Al di là delle ambizioni, dei sogni e delle soddisfazioni personali, ogni singolo atleta partecipa alle Olimpiadi anche e soprattutto in rappresentanza del proprio paese ed è alla luce di ciò che vorremmo cominciare, con un po’ di sano patriottismo, proprio dai nostri portacolori.


ITALIA
Prima giornata, per quel che concerne il tennis azzurro a cinque cerchi, molto soddisfacente in termini di risultati per i nostri atleti; a partire da Fabio Fognini, il nostro uomo di punta, che sotto di un set e condizionato da un lieve fastidio alla coscia sinistra, si rende protagonista di una splendida vittoria in rimonta sul sudamericano Estrella Burgos.
Fognini poi vittorioso anche al fianco dell’altotesino Andreas Seppi, in quel del loro match di doppio, disputato contro gli ucraini Marchenko – Molchanov; nettamente superati per 2 set a zero.
Bene anche Seppi nel suo match di singolare, portato a casa solo al terzo sempre ai danni del numero 63 del mondo Marchenko, così come ottimo è stato l’esordio di Paolo Lorenzi, reo numero due d’Italia, che ha sorpassato in tre set il cinese (Taipei) Yen-Hsun Lu.
Può ritenersi, invece, comunque orgoglioso di aver preso parte ad una così importante manifestazione il giovane Thomas Fabbiano, malgrado la sconfitta subita per mano dell’atleta di casa Rogerio Dutra da Silva.
Qualche dispiacere in più è invece arrivato dalla giornata d’esordio delle nostre portacolori, per le quali si registrano le precoci eliminazioni della vicecampionessa US Open Roberta Vinci, estromessa in soli due parziali da Anna Karolina Schmiedlova, e dell’altotesina Karin Knapp, sconfitta al terzo set dalla ceca Lucie Safarova.

Si rompe tuttavia la magia durante i secondi turni, durante i quali solo Errani e Fognini, per quel che riguarda la disciplina del singolare, sono riusciti a rimanere a galla.
Ottima ancora una volta la prestazione del ligure che in tre set fa fuori anche il francese Benoit Paire, giocatore temibilissimo sulla carta, alla luce soprattutto della superficie da cui il tennista d’oltre Alpi era senza dubbio favorito; nessun intoppo nemmeno per Sara che, grazie ad un’ottima profondità, riesce ad annullare la Strycova per 2 set a zero.
Sfortunato Seppi, che sfavorito dal sorteggio ha dovuto vedersela con un motivatissimo Rafa Nadal; male invece Lorenzi che cede, anch’egli per 2 a zero, a favore di un altro spagnolo, Bautista Agut.
Buco nell’acqua anche per il doppio maschile Fognini – Seppi, i quali, dopo la splendida prestazione in quel del primo turno, confermata nel match successivo con la vittoria ai danni dei beniamini di casa Sà – Bellucci, si sono arresi in malo modo alla pur temibile accoppiata canadese Pospisil – Nestor.
Si infrangono alla fine i sogni azzurri di una medaglia in singolare nel corso degli ottavi di finale, turno caratterizzato non solo dalla sconfitta della Errani subita per mano della promessa russa, rivelazione della stagione, Daria Kasatkina, ma in particolare dal big match che ha visto coinvolti Fabio Fognini ed il favorito del torneo, il campione in carica di Wimbledon Andy Murray.
Non partiva certamente sconfitto il ligure, soprattutto alla luce del precedente in Coppa Davis del 2014 che aveva proclamato Fabio “eroe” nazionale; ci pensa tuttavia il numero due del mondo a riportare tutti con i piedi per terra, dominando nettamente il primo parziale, con l’aiuto di un Fognini praticamente inesistente, col punteggio di 6/1.
Suona finalmente la sveglia in un secondo incredibile set per Fabio Fognini, che esplode in tutto il talento che, se meglio gestito, gli varrebbe sicuramente una posizione di rilievo tra i primi 15 del tennis mondiale.
Varia molto bene il gioco il ligure, alternando rotazioni e velocità, ma soprattutto acquisisce campo a fronte di un Murray che, di contro, arretra la propria azione di gioco e cade vittima delle sue solite “lune”, mettendo in successione una sfilza di errori, che gli costano il secondo set, col punteggio di 6/2.
Ottimo inizio anche nel terzo set per Fabio, il quale prende subito break all’avversario, portandosi in vantaggio di 3 giochi a zero e completando una serie di ben 8 giochi consecutivi; ma il servizio dell’azzurro balla.
Dopo aver tenuto i primi due turni di battuta a fatica, concede il contro break nel corso del quinto game a Murray, che vale allo scozzese la parità.
Come spesso accade, nei momenti delicati è il campione a spuntarla; perde intensità e concentrazione Fognini e torna, complice anche la stanchezza, a commettere qualche errore di troppo.
Sfrutta l’occasione il britannico che, di fatto, non perde più un game ed elimina l'azzurro sotto gli occhi del presidente FIT Angelo Binaghi, cui, in qualità di responsabile del movimento italiano tennis, si vede costretto a far fronte all'ennesima delusione stagionale.

Ma il vero evento per quel che riguarda la spedizione dei nostri azzurri è senza alcun dubbio la reunion di quella che, di fatto, è da considerarsi una delle coppie migliori al mondo; stiamo ovviamente parlando del duo Errani – Vinci, che in occasione di questi Giochi Olimpici hanno deciso di mettere sul piatto a favore del nostro tricolore ben 25 trofei, comprese tutte e quattro le prove dello Slam, ritagliandosi di diritto un posto da favorite per la conquista dell’oro.
E’ buona la prima per le due “Chiki”, le quali con un netto 2-0 si sbarazzano della temibile coppia tedesca formata da Petkovic e Kerber.
Nessun problema nemmeno nel secondo turno, in cui le due azzurre si sono facilmente sbarazzate delle cinesi Zheng e Xu, strappando un biglietto per i quarti di finale senza perdere nemmeno un parziale.
Quarti di finale in cui pero, purtroppo, il sogno si infrange; avanti di un set e con doppio break di vantaggio sulla fortissima coppia Safarova - Strycova, si fanno sciaguratamente recuperare le nostre connazionali, gettando al vento una semifinale che le avrebbe portate in odor di medaglia.
Provano Roberta e Sara un’improbabile rimonta da 5-2 sotto nel terzo parziale, ma proprio sul più bello (5-4 e servizio Italia) trema il braccio ed esce quella che di fatto era la nostra più concreta speranza di non lasciare vuoto il medagliere.

Chiuso il capitolo Italia, al quale abbiamo ritenuto opportuno dedicare una sessione a parte, proseguiamo nel raccontarvi le emozioni e le sorprese di questo torneo olimpico, andando ad analizzare specialità per specialità.


SINGOLARE MASCHILE
Ormai assodata la spiacevole notizia della rinuncia del “Re” Roger Federer reduce da un delicato infortunio, la corsa all’oro si riduce a solo tre dei cosiddetti “Fab Four”.
Detto di Murray, per il quale occorre comunque segnalare anche le convincenti vittorie ottenute in quel dei primi due turni, rispettivamente contro Troicki e Juan monaco, occupiamoci ora di quella che è stata una delle maggiori sorprese di tutta l’olimpiade, il numero uno del mondo Novak Djokovic.
Come noto il Djoker è reduce da una stagione sino a qui ricca di successi, ma macchiata anche da prestazioni a cui il serbo non ci aveva abituato negli ultimi anni; sono infatti gia svariati i tornei nei quali il numero uno del mondo si è visto costretto ad abbandonare precocemente il campo da gioco, a seguito di amare sconfitte, tra le quali spiccano quelle rimediate a Montecarlo e l’eliminazione durante la prima settimana dei Championships.
Un periodo no dal quale il serbo vorrebbe uscire regalandosi uno dei pochissimi allori ancora mancanti nella sua bacheca, ovvero l’oro olimpico, ma purtroppo, anche in quest’occasione, la cruda realtà ha presentato a Nole un conto molto salato.
Un commovente Juan Martin Del Potro elimina in terra rivale, col punteggio di due set a zero, il Djoker, a cui non possono rimanere che le lacrime, a sottolineare una serie di delusioni che, per uno come lui, perdurano da ormai troppo tempo.

Del Potro che non si limita ad eliminare uno dei papabili favoriti come il numero uno del mondo, ma prosegue la sua corsa sino ai quarti di finale, superando in serie il portoghese Sousa ed il nipponico Daniel Taro, lasciando dietro di sé appena un set.
Molto bene anche i due protagonisti della finale US Open 2014 Kei Nishikori e Marin Cilic, meritevoli a loro volta di conquistare gli ottavi di finale, riscattando così parzialmente una stagione (più di una in realtà) anche per loro sino a questo punto avara di soddisfazioni; soddisfazione che agli ottavi si concludono per il croato, sconfitto dal funamolico Gael Monfils al termine di un match molto intenso e spettacolare, conclusosi solo al terzo set, mentre si regala i quarti di finale il nipponico, superando in giornata il poco quotato Andrej Martin.
Il ruolo di stella per quanto riguarda il tennis a cinque cerchi ci sentiamo però di attribuirlo allo spagnolo Rafael Nadal.
Vi era curiosità attorno all’ex numero uno del mondo, al rientro dopo molteplici settimane di inattività a seguito di un infortunio, per l’occasione scelto dalla propria nazione come portabandiera; onore che proprio da un infortunio gli fu negato nella passata edizione dei Giochi Olimpici di Londra.
Un Nadal che appare in splendida forma; unico atleta tra quelli di punta a prendere parte ad ognuna delle tre specialità e ad essere ancora in piena corsa per una medaglia in ognuna di esse.
Abbastanza agevoli le vittorie su Federico Delbonis al primo turno e quella già citata sul nostro Andreas Seppi, ma il capolavoro del torello di Majorca è sicuramente l’ottavo di finale disputato in data odierna contro l’insidiosissimo francese Gilles Simon, anch’egli sconfitto in soli due parziali.
Un Rafa Nadal che dunque si aggiudica i quarti di finali e si candida prepotentemente tra i favoriti per la vittoria finale.

SINGOLARE FEMMINILE
Se per quel che riguarda gli uomini, abbiamo detto, il risultato più sorprendente è stato quello che ha visto l’estromissione al primo turno di Novak Djokovic, per quel che concerne le donne l’eliminazione della medaglia d’oro in carica Serena William, sia in singolare, sia in doppio al fianco della sorella Venus, con la quale vanta 3 ori olimpici (2000, 2008, 2012) e ben 23 titoli WTA, tra cui addirittura 14 prove dello Slam, ha ancor più dell’eclatante.
Fatte fuori le due sorelle a bruciapelo in quel del primo turno dalle ceche Lucie Safarova e Barbora Strycova, al termine di un match decisosi in soli due set; meglio Serena in singolare in cui si sbarazza facilmente nei primi due turni rispettivamente della Gavrilova e della talentuosa francese Cornet, incanalandosi in una strada verso l’ennesimo oro che sembrava ormai in discesa, salvo poi lasciare il mondo a bocca aperta a seguito della sconfitta rimediata agli ottavi di finale dall’ucraina Elina Svitolina, anche questa arrivata con il punteggio di 2 set a zero.

Grande emozione per la ex numero uno del mondo Caroline Wozniacki, scelta come portabandiera della Danimarca nel corso della cerimonia d'apertura (tennis che dunque si presenta con ben 3 atleti portabandiera, ossia Wozniacki appunto, Djokovic e Nadal); emozione che sfortunatamente per la danese non va molto oltre quell'occasione, essendo stata eliminata nel secondo turno per mano della ceca Petra Kvitova.

Non bene anche la numero 4 del mondo Garbine Muguruza, estromessa a sua volta nel corso degli ottavi di finale per mano della portoricana Monica Puig.
La vittoria del Roland Garros, primo trofeo dello Slam in carriera per lei, sembrava averla definitivamente consacrata ai vertici del tennis mondiale; tuttavia la spagnola sembra essersi persa dopo quell’occasione, all’insufficiente torneo di Wimbledon si aggiunge ora anche questa grigia partecipazione ai Giochi Olimpici, delusioni dalle quali la bella iberica deve necessariamente riscattarsi nel corso del rush finale, onde evitare di gettare al vento una stagione per buona parte ricca di soddisfazioni.

Uniche testa di serie rimaste in gara e principali candidate a salire sul podio sono Petra Kvitova, Angelique Kerber e Madison Keys, tutte meritevoli di essersi assicurate un posto nelle semifinali, assieme alla Puig che però riteniamo conceda qualche metro di svantaggio nei confronti delle tre citate avversarie.
Principale favorita sembrerebbe essere la Kerber, che completerebbe con l’oro olimpico una stagione che l’ha già vista sollevare il primo trofeo dello Slam in quel di Melbourne, tuttavia la tedesca si è vista impegnata nel corso del torneo contro avversarie del calibro di Konta, Bouchard e Stosur, ben più quotate rispetto a quelle sorteggiate per le due dirette concorrenti, ciò potrebbe essere costato alla tedesca una maggior quantità di energia psico-fisica.
E rimane comunque da non sottovalutare l’imprevedibilità, l’esperienza e la potenza della ceca, così come da evidenziare è l’ottimo torneo della Keys; competizione dunque molto aperta e tutta da godere.


DOPPIO MASCHILE
Le Olimpiadi sono una manifestazione nella quale anche gli atleti che di solito vediamo dedicarsi al solo singolare, si mettono in gioco su più fronti nella corsa ad una medaglia, ciò che rende anche il doppio, solitamente ed ingiustificatamente snobbato sia dai tifosi così come dai mass media, una specialità davvero appassionante.
Anche qui non sono mancante le sorprese; è questo il caso della coppia francese formata da Jo Wilfred Tsonga e Gael Monfils, immediatamente eliminati dagli statunitensi Ram – Baker, a loro volta poi sconfitti dalla coppia austriaca formata da Marach e Peya.
Clamorosa anche la sconfitta dei fratelli Murray subita, nel corso dei primi turni, per mano dei padroni di casa Andre Sà e Bellucci, impostisi con il netto punteggio di 2 a zero.
Assoluto protagonista anche in questa specialità Rafael Nadal, che, in coppia con il connazionale Mark Lopez, riesce ad ritagliarsi un posto in quel della semifinali, anche se, in questo, caso i favoriti non possono essere che i loro odierni avversari, ovvero la coppia canadese composta dal duo Pospisil – Nestor, fautori dell’eliminazione dei nostri azzurri.
Tuttavia il tennis, e lo sport in generale, non è una scienza esatta e questo è, come detto, il torneo delle sorprese; infatti il duo spagnolo batte con incredibile semplicità i canadesi, per due set a zero, assicurandosi così la finale, nella quale si contenderanno la medaglia d'oro contro i romeni Mergea - Tecau, a loro volta vittoriosi sul team americano formato da Sock e Johnson.

DOPPIO FEMMINILE
Con la clamorosa uscita delle regine americane delle Olimpiadi e l’amara sconfitta delle nostre “Chikis” in data odierna, la corsa all’oro per quel che concerne il doppio femminile si fa più incerta che mai.
Sembravano aver preso un’ottima scia le spagnole Muguruza e Carla Suarez-Navarro, capaci di raggiungere i quarti di finale a fronte di un solo set perso; tuttavia le due iberiche si sono dovute piegare quest’oggi dinnanzi alla maggior esperienza delle russe Makarova – Vesnina.
Riflettori puntati su Martina Hingis, che dopo la delusione dovuta al forfait di Federer col quale avrebbero formato una coppia da sogno in doppio misto, è determinata nell’andarsi a prendere la prima medaglia olimpica della sua carriera al fianco della connazionale Timea Bacsinszky; le due si sono già assicurate la semifinale sconfiggendo, tra le altre, le americane Vandeweghe – Mattek-Sands e la coppia australiana Stosur – Gavrilova in quel del primo turno, semifinale dove incocceranno contro le ceche Hradecka – Hlavackova.
Ceche che, comunque vada, riempiranno con un alloro il loro medagliere, presentando ben due squadre alle semifinali; oltre alle sopracitate Hradecka – Hlavackova, infatti va segnalato l’ottimo torneo del duo Safarova – Strycova, che, graziate quest’oggi dalle nostre azzurre, si laureano tra le migliori quattro coppie del torneo.

DOPPIO MISTO
Iniziano quest’oggi, Giovedì 11/08, anche le gare di doppio misto; tra i partecipanti, manco a dirlo, spicca il nome di Rafa Nadal, che, al fianco della campionessa Roland Garros Garbine Muguruza, tenterà la tripletta; non facile tuttavia per l’inedita coppia spagnola il match d’esordio che li vedrà contrapposti agli onnipresenti cechi, Hradecka – Stepanek.
Molto interessante anche l’incontro che avrà in Venus Williams la propria protagonista, in cerca di riscatto, schierata al fianco dello specialista Rajeev Ram; il primo ostacolo per gli americani sarà rappresentato dagli olandesi Rojer, tra i migliori doppisti al mondo assieme allo storico compagno Tecau, e Kiki Bertens.
Ultima possibilità per andare a medaglia anche per i nostri azzurri; dovrà essere bravo Fabio Fognini a dimenticare la deludente sconfitta rimediata nel pomeriggio e a cercare di superare, assieme alla partner d’eccezione per l’occasione Roberta Vinci, di sormontare un sorteggio piuttosto infelice, che li ha contrapposti alla coppia francese formata da Herbert – Mladenovic, forse, tra tutte, la migliore tra le coppie in gara.

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