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Soprannominato in origine “Winter Wimbledon” dal fondatore dell’evento, ovvero Butch Buchholz, in relazione alla sperabile grandezza auspicata dallo stesso nel rendere tale manifestazione un successo, il torneo di Miami si è svolto, nel corso della sua storia trentennale, in tre diverse sedi: Delray Beach venne designata per ospitare la prima edizione nel 1985, nella quale a trionfare furono i giocatori di casa Tim Mayotte e Martina Navratilova sui rispettivi connazionali Scott Davis per 4-6 4-6 6-3 6-2 6-4 e Chris Evert per 6-2 6-4. L’anno seguente l’ubicazione prescelta fu Boca West, distante circa 15 km dalla precedente collocazione, che testimoniò i successi di Ivan Lendl su Mats Wilander per 3-6 6-1 7-6 6-4 e di Chris Evert su Steffi Graff per 6-4 6-2. Tuttavia, dal 1987, considerata l’incredibile affluenza registrata, Merrett Stierheim, presidente della WTA, aiutò Butch Buchholz a trasferire la competizione nella sua attuale sede sull’isola di Key Biscayne. La magnificenza bucolica attorniante il complesso tennistico di Crandon Park ha rappresentato il quadro ideale per la genesi del duopolio Federer-Nadal nel 2004, che a distanza di 13 anni non ha visto eroso il proprio ruolo comprimario nell’élite dominante, ma al contrario nutre una rinnovata speranza di leadership autocratica, tenuto conto della concomitante crisi di Murray e, soprattutto, di Djokovic. Sempre a Miami si è verificato il primordio antologico della casata Williams, con la prima finale tra le sorelle andata in scena nel 1999, culminata con la vittoria di Venus in tre set 6-1 4-6 6-4. Insomma questa località ha permeato la disciplina tennistica di una fulgida epopea destinata a tramutare i connotati medesimi del tennis.


Archiviato l’excursus rievocativo dei tempi pregressi, soffermiamoci ad osservare cos’hanno riservato i sorteggi dei tabelloni maschile e femminile.


Innanzitutto, nel quadro maschile, Stan Wawrinka, testa di serie numero 1 per la prima volta in un torneo 1000, non ha beneficiato della consueta fortuna dei numi nei confronti della classe dirigente, dal momento che, qualora dovesse superare indenne il turno d’esordio potenzialmente contro Horacio Zeballos, si troverebbe al terzo turno con la possibilità concreta di affrontare il numero 31 del seeding, cioè Feliciano Lopez. A impensierire ulteriormente il suo cammino potrebbero presentarsi due sfide agguerrite contro i principali esponenti della NextGen: in primis contro Alexander Zverev negli ottavi di finale, sempre che questi riesca ad avere la meglio di John Isner al terzo turno, ed in secundis contro Nick Kyrgios nei quarti, reduce, quest’ultimo, da un’intossicazione alimentare contratta dopo la vittoria contro Djokovic ad Indian Wells, che al tempo stesso dovrà eventualmente vedersela prima con Ivo Karlovic e poi con il belga David Goffin, numero 8 per l’occasione in Florida e già semifinalista lo scorso anno. Le difficoltà per l’elvetico non si concluderebbero affatto qui, perché l’eventuale riedizione della finale di Indian Wells contro il suo connazionale più blasonato, ovvero Roger Federer, esacerberebbe il suo già saldo negativo nei precedenti sui campi veloci.


Federer dal canto suo ha poco di che sorridere, visto che l’unica formalità dovrebbe rivelarsi solamente il secondo turno contro il russo Konstantin Kravchuk oppure contro un qualificato. Dal terzo turno in poi si materializzerebbe un’escalation di incontri inaugurata da Juan Martin Del Potro, che attende a sua volta il vincente della sfida tra l’olandese Robin Haase e la wild card svedese Mikael Ymer, passando per un presumibile testa a testa contro Roberto Bautista Agut, al quale spetta un plausibile quanto insidioso terzo turno contro Sam Querrey, recente vincitore ad Acapulco. Nei quarti è ipotizzabile pronosticare un interessante confronto contro l’austriaco Dominic Thiem, vincitore a Rio de Janeiro e autore di un’ottima prestazione nel deserto californiano, che potrebbe affrontare il nostro Paolo Lorenzi al terzo turno, nel caso il senese dovesse emergere trionfatore dalla sfida contro Adrian Mannarino. Thiem non avrà vita facile già a partire dal secondo turno dove è atteso dal vincitore della sfida tra Coric e Granollers. Negli ottavi, seguendo l’ordine delle teste di serie, incontrerebbe Tomas Berdych, il quale si ritrova nello stesso lato di tabellone di Andreas Seppi. L’altoatesino è chiamato ad un ostico esordio contro Gilles Muller.


Nella parte bassa del tabellone, Rafael Nadal spera di poter fare bottino pieno a Miami dove non ha mai vinto (ha raggiunto quattro finali nel 2005, 2008, 2011 e 2014). Anche lui non avrà sicuramente un percorso idilliaco: infatti dopo un turno piuttosto agevole contro l’israeliano Dudi Sela o un qualificato, ad attenderlo al terzo turno potrebbe esserci o Philipp Kohlschreiber o il teenager americano Taylor Fritz. Successivamente l’avversario designato potrebbe essere Grigor Dimitrov, in un affascinante remake della memorabile semifinale agli Australian Open. Il bulgaro potrebbe ritrovarsi a risolvere un’incombenza tutt’altro che frivola al terzo turno contro Steve Johnson. Il maiorchino tendenzialmente troverebbe in Milos Raonic il suo avversario nei quarti di finale, anche se da quella stessa parte di tabellone è presente un certo Jack Sock, semifinalista ad Indian Wells e già vincitore di due titoli in stagione.


A concludere la trafila dei quarti di finale dovrebbero pensarci Kei Nishikori e Marin Cilic, fortemente accreditati di raggiungere tale turno. Il nipponico, così come il croato, potrebbero, però incontrare un sentiero intriso di fastidiosi ostacoli: Nishikori, ad esempio, troverebbe Kevin Anderson al secondo turno prima di affrontare un sempre e comunque temibile Fernando Verdasco, al netto che lo spagnolo riesca a battere Daniel Evans. A seguire l’ultimo intralcio prima del raggiungimento dei quarti potrebbe essere rappresentato da Pablo Carreno Busta, fresco semifinalista nel primo 1000 della stagione, tenendo sempre in considerazione il suo eventuale match contro Gilles Simon. Per Cilic, invece, si prospetta un esordio piuttosto favorevole contro il vincente tra Chardy e Bagnis, salvo poi scontrarsi con Fabio Fognini al terzo turno. Il ligure gode dei favori del pronostico, dal momento che si ritroverà a combattere contro Ryan Harrison, prima, e Joao Sousa, possibilmente dopo. Negli ottavi il nativo di Medjugorje potrebbe incontrare Lucas Pouille, numero 11 del seeding, che potrebbe riscontrare diversi problemi al terzo turno contro un infuocato Pablo Cuevas.
Possibili quarti: Wawrinka-Kyrgios; Federer-Thiem; Nadal-Raonic; Cilic-Nishikori


I sorteggi del tabellone femminile non hanno favorito di certo Sara Errani, chiamata ad un complesso primo turno contro la svizzera Belinda Bencic. Va meglio a Roberta Vinci, che in virtù del bye al primo turno, esordirà o contro Ainsimova o contro una qualificata. Camila Giorgi non sarà presente a causa di un infortunio, mentre Francesca Schiavone sarà costretta a passare dalle qualificazioni.
Angelique Kerber, tornata numero uno al mondo grazie al doppio forfait di Serena Williams sia da Indian Wells che da Miami, dopo un primo turno abbastanza comodo contro Laura Siegemund, potrebbe affrontare Daria Kastkina, già artefice di ben due vittorie nei suoi confronti in questo 2017. La sua potenziale concorrente nei quarti potrebbe rivelarsi Svetlana Kuznetsova, finalista pochi giorni fa nella Coachella Valley, che potrebbe incontrare una dopo l’altra Roberta Vinci al terzo turno e Venus Williams negli ottavi, la quale dovrà vedersela con tutta probabilità contro Kristina Mladenovic al terzo turno.


La romena Simona Halep non ha certo davanti a sé un cammino semplice, considerata la concreta eventualità di affrontare la giapponese Naomi Osaka all’esordio, e una tra Garcia e Stosur negli ottavi. Nell’altro spicchio di tabellone la numero 8 Madison Keys, dovrà prestare molta attenzione a Golubic o Pironkova, primo turno che stabilirà l’avversaria della statunitense al primo turno. Il vero problema giungerebbe però agli ottavi di finale nella sfida di fuoco contro Johanna Konta: la britannica dovrà districarsi dalla folla di giocatrici francesi (Cornet, Dodin e Parmentier) che affollano la sua zona di tabellone.
In orbita Muguruza – dopo il secondo turno contro una tra Beck e McHale – c’è Shuai Zhang. Il tabellone presenta altre insidie però per la tennista di origine venezuelana. Agli ottavi di finale in linea teorica troverebbe una tra Sevastova (per lei secondo turno complicato contro una tra Cirstea e Puig) e Wozniacki. Alla prima è legato il ricordo della sconfitta all’US Open 2016, la seconda è in grande condizione. Ma se l’avversaria stabilita per il quarto di finale è Dominika Cibulkova non si può sottovalutare Elena Vesnina che dopo il bye raccoglierà la sfida di una tra CiCi Bellis e Tomljanovic (in arte lady-Kyrgios). Cammino però abbastanza agevole per Cibulkova che prima dell’eventuale sfida con Vesnina potrebbe non incontrare grossa difficoltà: occhio soltanto alla giovane Konjuh.


Non molti ostacoli ma ben sistemati per Karolina Pliskova, chiamata ad esordire con ogni probabilità contro Jelena Ostapenko. Nei secondi turni tra i quali emergerà l’avversaria di “Karo” agli ottavi di finale c’è un nome che la ceca non deve in alcun modo sottovalutare: CoCo Vandeweghe. Sì, il tennis eclettico di Barbora Strycova, possibile secondo turno interessante contro Monica Niculescu, non va sottovaluto ma le bordate di CoCo fanno più paura. Tinte vintage nella zona di tabellone comandata da Aga Radwanska (secondo turno Wang o qualificata). C’è la testa di serie n.26 Lucic-Baroni, possibile avversaria di terzo turno, e c’è Jelena Jankovic che ormai nei tabelloni compare senza fare troppo chiasso. Per sfidare Aga agli ottavi di finale la logica delle teste di serie impone una tra Pavlyuchenkova ed Elina Svitolina: probabile che il pronostico venga mantenuto, a patto che Aga non cada prima delle altre.

Possibili quarti: Kerber-Kuznetsova; Halep-Keys; Muguruza-Cibulkova; Radwanska-Pliskova

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