Scritto da il

Illuminato dal meraviglioso sole della California prende finalmente il via il torneo di Indian Wells, primo Master 1000 della stagione.
Primi turni spalmati su due giorni sia per quanto riguarda gli uomini che per le donne, con quest’ultime impegnate con 24 ore di anticipo rispetto ai colleghi ATP; e proprio dalle atlete in gonnellina vogliamo partire, focalizzando l’attenzione sulla nostra Camila Giorgi, protagonista di una più che convincente vittoria ottenuta ai danni della tennista numero 63 del mondo Julia Georges.

L’italo-argentina è certamente uno dei profili più interessanti del panorama tennistico italiano; esplosività atletica, la sua, che poco ha da invidiare a quella di qualsiasi altra tennista del pianeta

, talento che purtroppo però viene spesso vanificato da una pessima gestione e lettura in chiave strategico-tattica delle partite, che vedono Camila colpevole di approcciare ad ogni punto come se avessero tutti lo stesso peso specifico.
Fortunatamente per lei quest’oggi ha incontrato un’avversaria altrettanto discontinua e fallosa, che a sua volta non ama i lunghi scambi, preferendo lasciare andare il braccio ad ogni occasione; nell’head to head non può che uscirne favorita l’azzurra, più forte.
Malgrado quanto detto, il campo ha mostrato una Giorgi determinata, concentrata, impeccabile soprattutto nel servizio e risposta ed in particolare sulle seconde palle, vero ago della bilancia del match; finisce con un netto 6/3 6/2 per l’azzurra.

Per quel che concerne le atlete di casa, da segnalare anche le vittorie di Vandeveghe, Brengle e Lauren Davis, mentre sono state costrette a capitolare la numero 91 del mondo Alison Riske, la ventitreenne Shelby Rogers e la pittoresca Mattek-Sands, eliminate rispettivamente per mano della ceca Lucie Hradecka, della colombiana Duque-Marino e della tedesca Annika Beck.
Più complicato del previsto l’incontro che ha visto la britannica Heather Watson vittoriosa in tre set ai danni dell’esordiente Galina Voskoboeva; nulla da fare invece per la sua connazionale Laura Robson, sconfitta per 7/6 6/2 dalla slovacca Magdalena Ribarikova.

Altro match molto interessante, almeno sulla carta, è quello che vede contrapposte l’americana Christina Mchale e la talentuosa ventiduenne Caroline Garcia.

Numerosi vincenti alternati ad altrettanti, ed anche più, errori gratuiti l’hanno fatta da padrone in un incontro nel quale le due contendenti raramente hanno offerto spunti di gioco interessanti, prediligendo la ricerca dell’immediata soluzione definitiva, piuttosto che una costruzione logica del punto.
Ne risulta una partita rapida nello sviluppo, avvincente solo a sprazzi, sebbene equilibrata nel punteggio, che la Mchale riesce a far sua imponendosi con un doppio 6/4.

 

Con ventiquattrore di ritardo rispetto alle ragazze, come detto, parte anche il torneo degli uomini, per i quali toccherà al prodigio croato Borna Coric l’onere di dare il via alle danze.
L’esaltante inizio di stagione che lo ha visto protagonista, trova seguito per il diciannovenne numero 47 del mondo, che riesce a sbarazzarsi in poco meno di un’ora e mezza di gioco del giovane francese Lucas Pouille, con il punteggio di 6/2 7/5, mantenendosi così sulla strada che potrebbe portarlo alla definitiva maturazione.

Indian Wells che è anche teatro di un più che gradito rientro; il mondo del tennis che conta difatti riabbraccia l’ex campione US Open Juan Martin Del Potro, costretto lontano dai campi da circa due anni a causa di un polso disgraziato, che lo ha fatto scivolare oltre la posizione 400 del mondo.
A seguito dell’ottimo torneo disputato in quel di Delray Beach, Florida, vero sito del suo ritorno e che lo ha visto arrestarsi solo in semifinale, sconfitto per mano dello statunitense Sam Querrey, l’argentino è quest’oggi chiamato ad affrontare un altro americano; il numero 116 del mondo Tim Smyczek.
Non ci si aspettava un Delpo già così in grande spolvero; invece esplode il gigante in tuttala sua potenza, somministrando un severo 6/4 6/0 al suo avversario.

Chi non delude mai le aspettative è il nostro Andreas Seppi, specialmente su queste superfici dure che esaltano la regolarità del suo palleggio.
Partito con un set di ritardo nei confronti dell’americano Donald Young, l’altotesino si è reso poi protagonista di una vittoria in rimonta, che va a sottolineare il cuore, la costanza e la capacità di non darsi mai per vinto del nostro connazionale.
Paziente, lucido, solido, l’italiano tesse la sua rete, lavorando l’avversario ai fianchi per poi finirlo con il definitivo colpo del KO non appena questi abbassi la guardia; 4/6 6/4 6/3 per Seppi che, in qualità di unico azzurro in gara, difende i nostri colori, accedendo così al secondo turno.

E a proposito dei tennisti di casa; dopo un passato glorioso che ha visto leggendari campioni inscenare epiche rivalità come quelle tra William Johnston e Bill Tilden, Sampras ed Agassi, passando per Mc Enroe e “Jimbo” Connors, il movimento tennistico americano sta vivendo da qualche anno a questa parte un periodo di stallo, durante il quale si sono prodotti più che altro grandi fuochi di paglia; Harrison per citarne uno su tutti.
All’orizzonte tuttavia si riescono ad intravedere luci di speranza ed è questo il caso dei due atleti appena diciottenni Frances Tiafoe e Taylor Fritz, resisi protagonisti quest’oggi di un interessante match di primo turno, i quali, con la dovuta cautela, sembrerebbero avere tutte le carte in regola per riportare lustro al tennis stelle e strisce in un prossimo futuro.

Saltano subito all’occhio le differenze strutturali tra i due talenti made in USA; molto più piazzato e possente, il fisico di Tiafoe delinea il profilo di un giocatore esplosivo, completo, ottimo nella copertura del campo e dotato di un’eccellente servizio.
Battuta che risulta essere invece il pilastro portante di tutto il gioco di Fritz, giocatore forse più talentuoso a livello manuale rispetto al connazionale, ma ancora da formarsi muscolarmente e leggermente più impacciato negli spostamenti; nome il suo comunque da annotarsi sul taccuino, basti pensare che questa di Indian Wells è solo la terza partecipazione per lui ad un torneo ATP e nonostante ciò, Fritz può già vantare una finale, persa in quel di Memphis per mano del nipponico Nishikori.
Parte però un po’ impacciato il numero 80 del mondo, il quale subisce la maggior continuità di un Tiefoe, che invece dal canto suo mostra un atteggiamento determinato, sereno e concentrato.
Serenità che lascia spazio al cosiddetto “braccino” nel secondo set, durante il quale Fritz approfitta delle incertezze del suo avversario, dando sfoggio di tutta la sua classe, riportando così la situazione in parità.
Match davvero piacevole, da cui forse alcuni più esperti colleghi avrebbero qualcosa da imparare; dimostrano infatti grande intelligenza i due atleti, deliziandoci con un tennis a tutto campo che spazia dalle dure lotte a fondo, sino alle risolutive discese a rete.
Una regola non scritta del mondo del tennis dice banalmente che “vince chi sbaglia meno” ed alla fine verrà in effetti premiata la maggior costanza del tennista afro-americano, che con sua grande soddisfazione accede al secondo turno, imponendosi con il punteggio di 6/3 2/6 6/3.

Occhi puntati anche sul match che vede affrontarsi altri due atleti statunitensi degni di nota, come il tennista di origini indiane Rajeev Ram ed il classe 1996 Noah Rubin.
Arrivato tardivamente ad imporsi nella disciplina del singolare, avendo dedicato gran parte della carriera prevalentemente al doppio, Ram è un giocatore che non vale di certo la sua classifica di 63 del mondo; un tennis il suo che ricorda nella gestualità quello del grande “Pistol Pete”, in particolare per quel che concerne servizio e dritto, sebbene egli non goda della potenza di fuoco dell’ex numero uno del mondo.
Il trentunenne ha superato di misura, 7/6 7/6 il punteggio, il suo più giovane avversario, il quale è certamente ancora da formarsi, magari imparando ad avanzare la propria azione dentro il campo al fine di essere più incisivo, ma che già denota una mobilità che in pochi al mondo possono vantare.

Altro giovane del quale in futuro se ne sentirà parlare è il tedesco Alexander Zverev, quest’oggi impegnato nel match che lo ha visto contrapposto al più esperto Ivan Dodig.
Giocatore, il diciottenne, che fa sfoggio di un’ottima pulizia nei colpi, forza, abbinata ad una più che buona preparazione fisica; da migliorare invece la concentrazione e la gestione della partita, che spesso lo portano ad offrire prestazioni incostanti.
Ed è esattamente quello che è successo oggi, con Dodig che nel primo parziale sfrutta i momenti di sbando del tedesco, portandosi avanti per 6 giochi a 3; mostra però grande caparbietà e carattere, malgrado la così giovane età, il numero 58 del mondo, che è bravissimo a resettare le idee e mettere alle corde il bosniaco al termine di un secondo set durato oltre un’ora di gioco.
Alla lunga si cominciano a far sentire i trentun anni del 79 del mondo, che dopo 2:20 ore di gioco, si vede costretto a cedere per 3/6 7/5 6/3 a favore di Zverev.

In fine, concludiamo segnalandovi le importanti vittorie di Mannarino e Garcia-Lopez, impostisi al terzo rispettivamente su Lukas Rosol ed Ernest Gulbis; e di Vasek Pospisil, Fernando Verdasco e Gilles Muller, bravi ad archiviare le pratiche Donaldson, Polansky ed Estrella-Burgos in soli due set.

 

 

Scritto da il