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Sabato 28 Maggio, capitolo conclusivo per quel che concerne i terzi turni al via nella giornata di ieri, dal quale usciranno i trentadue giocatori e giocatrici che si sfideranno nelle fasi finali di questi French Open, meteo permettendo.


Senza perderci in ulteriori indugi, focalizziamo subito l’attenzione su un incontro che ci riguarda molto da vicino, qual’è quello che ha visto contrapposte la kazaka Yulia Putintseva e l’unica nostra portacolori rimasta in gara, Karin Knapp.
Match veloce e senza storia, che ha visto la classe 1995 imporsi con un impietoso 6/1 6/1; punteggio molto severo per l’altotesina, che non fa onore al più che discreto torneo da lei disputato, fautrice dell’eliminazione di Vika Azarenka in quel del primo turno, in particolar modo se teniamo in considerazione che la numero 72 WTA rientrava quest’anno dall’ennesimo fastidioso infortunio al ginocchio destro, che la costrinse sotto i ferri nel corso della passata stagione.

Salutano il torneo perdendo in due set anche l’ex numero uno del mondo Ana Ivanovic, eliminata per mano dell’ucraina Svitolina, e la giocatrice di casa Pauline Parmentier, estromessa da Timea Bacsinszky con il punteggio di 6/4 6/2.
Passano invece l’iberica Carla Suarez-Navarro, ancora una volta costretta al terzo set dalla slovacca Cibulkova, così come l’olandese Bertens che mette fine al torneo della giovane Kasatkina.


Tra le partite più interessanti sulla carta, vi era quella che ha visto incocciarsi per la prima volta in carriera la capoclasse Serena Williams e la beniamina di casa Kristina Mladenovic.
Partita avvincente che ha visto le due contendenti affrontarsi a suon di accelerazioni, dando vita ad uno scontro molto equilibrato; perde col punteggio di 6/4 il primo parziale la classe 1993, costringendo la Williams al tie-break nel secondo, dando dimostrazione di possedere, tra le altre cose, non poco carattere.
Malgrado l’interruzione per pioggia sul finale, riesce comunque a mantenere vivo l’agonismo ed a far valere la sua maggior esperienza la numero uno del mondo, la quale molto difficilmente concede qualcosa sul piano fisico; con il punteggio di 12/10 Serenona mette il punto esclamativo sul match e conquista così l’accesso alla seconda settimana.

La sorpresa di giornata è tuttavia rappresentata dal match che ha visto protagoniste la maggiore delle sorelle Williams, Venus, ed un’altra francese, ovvero Alizé Cornet.
La bella Venere approcciava a questo appuntamento non con i favori del pronostico, considerando la differenza d’età tra le due atlete, la superficie non tra le più affini per valorizzare appieno la potenza dell’americana, nonché il fatto che si giocava in casa Cornet, la quale poteva quindi godere del sostegno del suo pubblico.
Smentisce, però, ancora una volta qualsiasi pronostico o pregiudizio l’ex numero uno WTA, la quale offre l’ennesima prestazione di livello, che alla fine le varrà un’ulteriore romantica vittoria.
Dopo essersi aggiudicata il primo set, la Williams perde terreno ed efficacia nel secondo, lasciando via libera all’avversaria che da par suo non si lascia scappare l’occasione e riporta il match in parità; sembrava a questo punto spacciata la Williams, quando ecco che accade l’imprevedibile.
Con la grinta e la determinazione che sempre l’hanno contraddistinta, portandola a vincere battaglie ben più delicate di una partita di tennis, l’americana tira fuori il coniglio dal cappello, esplodendo in tutta la sua potenza e piegando la francese, costretta a subire un clamoroso 6/0 nel terzo e decisivo parziale, che quindi vale a Venus un biglietto per gli ottavi di finale.

Per le tenniste made in USA bene anche la classe 1995 Madison Keys, la quale, estromettendo in due set la portoricana Monica Puig, continua a dar seguito a questo 2016 per lei sin’ora eccezionale.


Passiamo ora ad occuparci del tabellone maschile, cominciando, una volta tanto, dai giovani ed in particolare dalla partita che ha aperto questa giornata disputatasi tra i due talenti più in voga del momento, quali il tedesco Alexander Zverev e l’austriaco Dominic Thiem.
Malgrado l’identico completino zebrato, in stile Savana, sfoggiato da entrambi ed a discapito della credenza popolare che vuole i giocatori moderni assomigliarsi tutti tra loro, sono invece molteplici le differenze che caratterizzano i due atleti, partendo da quelle antropometriche (evidenti) sino ad arrivare, conseguentemente, a quelle strategico-tattiche.
Giocatore fisicamente più dotato, il classe 1997 gode di una maggior potenza di fuoco, nonché di un servizio molto più temibile, pur non disdegnando una più che buona mobilità, a dispetto della stazza, sebbene ovviamente molto inferiore a quella del suo avversario; da migliorare invece l’approccio a rete, situazione che per caratteristiche potrebbe portare l’azione del tedesco a risultati certamente più concreti.
Tennista più dinamico invece Thiem, completo sotto ogni punto di vista ed in particolare sotto il profilo del carattere, carta fondamentale per poter puntare a traguardi importanti; l’unica piccola sbavatura a parer nostro è rappresentata dalla posizione in campo, soprattutto sulla risposta, che vede l’austriaco sempre troppo lontano dal campo e dalla linea di fondo, ciò che inficia l’efficacia delle sue soluzioni.

Ne risulta un match piacevole e molto concitato, combattuto specialmente nel primo parziale vinto dal tedesco solo al tie-break.
Molto interessanti sono i dati emersi, soprattutto alla luce di quanto detto sui profili dei due giocatori; 44 a 26 i vincenti, 21/26 contro 20/34 i net point, tutto a favore dell’austriaco, così come dalla sua parte tendono le percentuali di punti ottenuti in risposta e sulla prima di servizio; statistiche inusuali tenendo in considerazione che, come detto, il numero 14 del mondo concede all’avversario un paio di metri di distanza dal campo.
Thiem che dunque fa valere il peso dei suoi 4 anni in più di esperienza, imponendosi con un doppio 6/3 nel secondo e nel terzo set, per poi chiudere al quarto col medesimo punteggio, estromettendo così uno Zverev decisamente calato d’intensità dopo essersi aggiudicato la prima partita.

Costretto invece a salutare il torneo il ventenne Borna Coric, sconfitto in tre set dallo specialista Bautista-Agut.


Salendo ai piani alti, la notizia principale è senza alcun dubbio rappresentata dal ritiro del 9 volte campione Rafael Nadal.
Il fuoriclasse maiorchino, dopo essersi agevolmente sbarazzato dell’argentino Facundo Bagnis nel corso del turno precedente, ha infatti risentito di un fastidio al polso sinistro, intensificatosi nella serata di ieri e che lo ha costretto a prendere la saggia, seppur sofferta, decisione di rinunciare alla corsa al decimo titolo, concedendo così un lasciapassare al connazionale Granollers, il quale vince per forfait e passa dunque agli ottavi di finale.

Al ritiro di Rafa, già annunciato da ieri, si aggiunge purtroppo quello del francese idolo di casa Jo-Wilfred Tsonga; sul 5/2 a suo favore, primo set, nel match che lo vedeva contrapposto all’imprevedibile Gulbis, il numero 7 del mondo ha subito la ricomparsa di un fastidio inguinale che lo portò a rinunciare agli Internazionali d’Italia e che lo ha costretto quest’oggi ad alzare bandiera bianca, proprio nel momento in cui stava ritrovando il suo miglior tennis.

Nessun intoppo invece per il numero uno del mondo Novak Djokovic, che in poco più di due ore di gioco si sbarazza agevolmente del britannico Aljaz Bedene con il punteggio di 6/2 6/3 6/3.

Da segnalare infine le vittorie di Berdych in 4 set sul terraiolo Cuevas, del belga Goffin sul Almagro e dell’inossidabile David Ferrer che si aggiudica il derby spagnolo ai danni di Feliciano Lopez.

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