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Se Roger Federer dice di te che senza infortuni saresti diventato il n.1 del mondo, vuol dire che di talento ne hai da vendere. Sarà che lo svizzero ne ha prese da Juan Martin Del Potro, nel 2009, anno di grazia dell’elvetico , quando “DelPo” allora 21enne era un giovane di belle speranze ma già n.5 ATP. Era la finale degli Us Open e l’argentino conquisto’ il suo primo e fino ad ora unico Slam, dimostrando di non essere un semplice outsider ma uno che poteva giocarsela con i più forti.
Ma solo fino ad un anno fa l’ argentino esprimeva la sua gioia per il solo fatto di essere riuscito a colpire un rovescio. Pochi infatti, o meglio quasi nessuno avrebbe scommesso sul fatto che sarebbe stato una delle stelle del 2016 ma è esattamente quello che è accaduto da quando è rientrato nel Tour dopo due stagioni perse a causa di tre operazioni subite al polso sinistro in 15 mesi a seguito dell'intervento chirurgico al polso destro che lo aveva colpito nel 2010. Partito oltre la posizione numero 1000 ha chiuso l'anno al numero 38 del ranking ATP firmando due epiche vittorie contro Djokovic ai giochi olimpici di Rio e Murray in Coppa Davis, potendo cosi vantare di essere l'unico ad averli battuti entrambi quest'anno. E queso, promette Delpo, è solo l'inizio. Agli Australian Open non partirà come testa di serie e potrà da subito far saltare il tabellone candidandosi al ruolo di outsider
Gli infortuni non hanno mai intaccato la sua voglia e la sua determinazione di non arrendersi nonostante le avversità, un coraggio che è stato premiato con la medaglia d’argento alle olimpiadi di Rio, dopo quella di bronzo a Londra 2012. Delpo, nel 2016 è tornato a battere dei top ten, a Wimbledon sconfigge infatti Stan Wawrinka e in Brasile sorprende (nel vero senso della parola) il n.1 del mondo Novak Djokovic.

Fino ad arrivare a una domenica che entra di diritto nella storia dello sport argentino. La Coppa Davis finalmente approda finalmente in Argentina, che vince la finale al quinto tentativo, con un Diego Armando Maradona impazzito in tribuna. Giunti sul 2-1 per la Croazia sul sintetico indoor di Zagabria, con un tifo pazzesco dei tantissimi tifosi argentini che facevano sentire a casa i loro beniamini. I padroni di casa vanno a un passo dal trionfo: si era sul due set a zero a favore di Cilic e 5-5 al terzo. Ma lì, Juan Martin Del Potro ha chiuso il suo memorabile 2016 con una prova mostruosa, risalendo la china e piegando al quinto set e dopo 5 ore Marin Cilic. Un Delpo straripante vince un match ad altissima tensione, e consegna a Federico Delbonis la palla del colpo di grazia. E Delbonis non tradisce tramortendo Karlovic e concludendo una giornata memorabile per il tennis e tutto lo sport argentino.

Per tutti queste imprese e per la sua voglia di non mollare mai la stagione 2016 può senza dubbio essere considerata quella del ritorno a tutti gli effetti ad alti livello di Delpo. Il tennis ha bisogno di un personaggio della sua levatura morale ma soprattutto, tutti noi abbiamo molta voglia di continuare a vedere il suo spaventoso diritto per molto tempo ancora. Sicuramente potrà con il suo tennis dare fastidio ai fab 4 nel 2017.E’ mancato tanto Juan Martin Del Potro, al mondo del tennis. E’ mancato il suo gioco potente ma allo stesso tempo sensibile, la facilità con cui sa mettere in difficoltà  i primi al mondo. E’ mancato il suo personaggio spontaneo, semplice e discreto. Uomo di fede, ha donato la sua racchetta a Papa Francesco,, non gli piace parlare molto della sua vita privata. Pare però sia un rubacuori incallito, e molto meno riservate di lui sembrano essere comunque le sue avvenenti conquiste che non hanno mancato di rivelare le loro love story con il tennista.
Ora lo si aspetta ai prossimi Us Open, li dove tutto cominciò nel lontano 2009, sperando che sia l’inizio di un nuovo bellissimo capitolo

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