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Attualità

In questa sezione potrai trovare notizie di attualità del tennis e ultime dai campi di gioco in occasione dei principali tornei

Secondo turno del tabellone femminile dell’Open di Miami. Ci concentriamo sul match che vede scontrarsi la rumena Simona Halep e la giovanissima russa Daria Kasaktina (classe 1997, 19 anni a Maggio). Le due giocatrici arrivano al torneo di Miami dopo una buonissima prestazione al premier mandatory di Indian Wells. Entrambe si sono fermate ai quarti di finale. Simona, che nel 2015 aveva vinto il torneo, è stata sconfitta da Serena Williams in due rapidi set. Daria è stata invece estromessa col punteggio di 6/3 – 6/2 da una delle giocatrici più calde del momento, la ceca Karolina Pliskova.

Primo turno del Miami Open che offre un menù ricco e variegato, tra cui non possono mancare portate targate made in Italy.

Come galateo insegna “prima le signore”, e cominciamo quindi dal match che ha visto protagonista la nostra Francesca nazionale, impegnata contro la tennista di casa Irina Falconi.

Con l’esperienza dalla sua parte ed avendo già avuto modo di saggiare i campi e l’ambiente nel corso delle qualificazioni, la Schiavone si presenta con ottime possibilità di successo.

Forse però sono proprio quei 5 set giocati nei due giorni precedenti a rappresentare per l’azzurra una croce sulle spalle, più che un vantaggio; del resto quando vi sono 10 anni di differenza tra te e la tua avversaria la lucidità psico-fisica diventa una risorsa fondamentale.

Ci prova la Schiavone in un primo parziale costellato da break e contro-break, addirittura cinque; buone le percentuali di punti ottenuti sulla prima di servizio per entrambe le atlete, come ovvio che sia sono dunque le seconde palle a fungere da ago della bilancia, sulle quali tutte e due le giocatrici hanno invece mostrato un rendimento insufficiente.

Giusto il tempo di digerire l'appena conclusosi torneo di Indian Wells e già siam pronti per trasferirci 6 ore di aereo ad est attraverso gli Stati Uniti, nella più tropicale Miami, dove ha preso il via il secondo Master 1000 della stagione.

Torneo sin dalle prime battute molto avvincente, ne è un esempio la sfida che ha visto contrapposti l'ex top ten Fernando Verdasco ed il lussemburghese Gilles Muller.

Match all'insegna dell'esperienza, sono infatti 32 le primavere per entrambi i contendenti, i quali hanno in comune anche la prerogativa di essere mancini; spiccate però sono le differenze nell'interpretazione strategico-tattica del gioco; giocatore più alla spagnola, quindi fondocampista, il madrileno, mentre maggiormente impegnato a sfruttare i suoi 193cm il numero 44 del mondo, soprattutto per mezzo dell'importante servizio.

Mentre sui giornali, nelle aule di qualche tribunale, negli uffici delle persone “ che contano” si discute giustamente (e lo faremo anche noi), e si continuerà a farlo, di Sharapova, di Raymond Moore, del futuro del tennis post Roger e Serena, the show must go on come cantava un immortale Freddy Mercury.

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