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Attualità

In questa sezione potrai trovare notizie di attualità del tennis e ultime dai campi di gioco in occasione dei principali tornei

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Tra poche ore prenderà il via sui campi di New York il quarto torneo Slam dell’anno, gli US Open, l’avvenimento di maggior impatto economico del mondo della racchetta con i sui oltre 16 Milioni di $ di montepremi per oltre 600 tennisti professionisti in gara nelle varie discipline. Come ogni anno a partire dal 1979 questo prestigioso torneo si gioca su campi in cemento e più precisamente sul deco turf che, rispetto ad altre superfici sintetiche come il rebound ace degli Australian Open, presenta un coefficiente d’attrito minore, rendendo il rimbalzo della palla leggermente più veloce e più basso (o per meglio dire “meno alto”); queste caratteristiche avvantaggiano giocatori più offensivi che fanno del servizio una delle loro armi migliori. Non è certamente un caso che su questi campi hanno vinto giocatori come Cilic, Del Potro, Wawrinka e ovviamente Federer – tennisti che hanno nella battuta un colpo eccezionale e nell’aggressività, con buona propensione per il gioco al volo, una delle caratteristiche principali. Naturalmente non ci siamo dimenticati delle vittorie di Nadal e Djokovic, ma il serbo ad esempio ha vinto molto di più in Australia (6 titoli) pur essendo entrambi classificati come tornei “hard outdoor”.

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Proprio Nole sarà uno degli illustri assenti assieme a Wawrinka e Murray che hanno vinto 4 delle ultime 6 edizioni. Oltre a loro anche Raonic si è cancellato dal torneo all’ultimo momento per problemi fisici andando a fare compagnia ai predetti 3 e al giapponese Nishikori che ha concluso anzitempo la stagione. Questa seconda metà del 2017 verrà certamente ricordata in campo maschile per l’elevatissimo numero di infortunati tra i Top Player: se da un lato si abbassa notevolmente il livello tecnico e “nobile” dei vari tornei, dall’altra ci permette di assaporare dopo molti anni una sfida Nadal-Federer per la prima posizione mondiale, ma soprattutto rende questi tornei più aperti nel pronostico e alle sorprese, facendoci conoscere ed apprezzare anche qualche rampollo (Zverev? Shapovalov?) che può avere via libera per la scalata al successo con qualche mese di anticipo. Inoltre sembra aver stimolato alcuni giocatori (Dimitrov? Kyrgios?) che sentendosi meno schiacciati dalla presenza pesante ed ingombrante di cotanti campioni si stanno esprimendo a livelli soltanto intuiti negli anni scorsi e mai definitivamente dimostrati.

Le prime 4 teste di serie saranno Nadal, Cilic, che da numero 5 prende il posto di Murray alla 2 (personalmente credo che si sarebbe dovuti scalare la 3, in questo caso Federer, mentre così facendo i 2 giocatori con miglior classifica si trovano nella stessa metà di tabellone…), Federer appunto e Alexander Zverev reduce da un’ottima stagione americana. Il giovane tedesco proprio per le sue caratteristiche di gioco può essere considerato uno dei favoriti e la sconfitta di Cincinnati al primo turno con Tiafoe è stata una benedizione per la programmazione del tedesco che, dopo tante partite in poche settimane, ha avuto 15 giorni pieni per recuperare e prepararsi al meglio. Zverev, 20 anni e 4 mesi, in ogni caso non potrà  battere il record di vincitore più giovane nella storia di questo torneo perche Sampras vinse all’età di 19 anni e 28 giorni, ma può tranquillamente puntare a concludere l’anno al numero 3 del mondo. Posizione che si contenderanno nei prossimi mesi lui, Cilic, Dimitrov e Thiem modificando sensibilmente la classifica ai piani alti dopo quasi un decennio dei soliti noti. Parlando di record sarà invece sulla racchetta di Federer la possibilità di scalzare Rosewall quale vincitore più anziano: 36 anni compiuti lo svizzero contro i 35 e 10 mesi dell’australiano. Inoltre potrebbe superare Connors e Sampras nella classifica dei plurivincitori nell’era Open salendo a 6, un solo titolo di distanza dai 7 di Tilden (16 totali compresi i doppi però….), di Larned e di Sears che si aggiudicò tutte le prime 7 edizioni. Tilden detiene anche il record di vittorie consecutive (42) seguito da Federer (40), come a voler evidenziare una linea di sangue reale tra i due campioni.Embed from Getty Images Lo svizzero comunque non sta attraversando un momento di forma fisica invidiabile come da lui stesso ammesso qualche giorno fa; infatti nel recente passato ha dovuto pensare più alla riabilitazione e alla gestione del dolore che all’allenamento. Fondamentale sarà sprecare poche energie nei primi turni e capire quali siano le condizioni di gioco a lui ideali. A New York in questo periodo fa tendenzialmente molto caldo di giorno ma la sera (quando di solito fanno giocare lo svizzero per ovvi motivi televisivi) pur con temperature più basse l’umidità è elevatissima acuendo i problemi alla schiena di Roger.

Se Sparta piange, Atene non ride si diceva una volta. In questo caso è Nadal a non poter essere di ottimo umore perché la campagna a stelle e strisce è stata fin qua molto deludente e le sue ginocchia sembra stiano dando qualche problemino di troppo, come testimonia l’interruzione all’allenamento di qualche giorno fa con Verdasco. Pur essendo sempre un giocatore da tenere in considerazione per la vittoria finale, non sembra avere tutte le carte in regola per compiere l’impresa. I primi tre turni sono relativamente facili ma l’ottavo di finale con Berdych nasconde più di qualche insidia. Nello stesso spicchio di tabellone troviamo i primi due azzurri, Fognini e Travaglia, ottimo qualificato che ha bissato il risultato di Wimbledon. Per loro purtroppo derby al primo turno con Fabio che dovrà stare molto attento contro un giocatore in salute ed in fiducia. Per entrambi strada quasi sbarrata al terzo turno con Berdych.

Scendendo nel tabellone si apre una vera e propria autostrada per Grigor Dimitrov, neo vincitore del Master 1000 di Cincinnati. Probabilmente Dzumhur (in finale a Winstom Salem ma di ben altro lignaggio rispetto al bulgaro) negli ottavi è quanto di meglio si possa desiderare e Monfils ai quarti (sempre che ci arrivi anche se Goffin, Darcis, Marterer e Young sono abbondantemente battibili) non sembra nella condizione di essere pericoloso.

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Il secondo quarto di tabellone è presidiato da Federer che se la vedrà al primo turno con Tiafoe; non un match semplice per lo svizzero perché il giovane americano ha acquisito notevole fiducia dalla vittoria con Zverev e più in generale dai buoni risultati americani, ma anche solo di presenza e personalità lo svizzero dovrebbe farcela. Secondo e terzo turno relativamente facili mentre l’avversario con la A maiuscola sarà, ci auguriamo, Kyrgios negli ottavi di finale. L’australiano ha un tabellone ad hoc per arrivare fresco alla sfida con lo svizzero e se riuscisse a mantenere la qualità e l’intensità dimostrata a Cincinnati, per un Federer non al 100% potrebbe essere l’epilogo dello Slam americano. Se invece Federer dovesse quasi d’incanto ritrovare la condizione fisica migliore sarebbe ancora lui il favorito. Ad aspettare Roger o Nick nei quarti di finale sarà il vincitore dello spot di tabellone più equilibrato e stuzzicante del torneo. Thiem è quello con classifica migliore  ma nell’ordine dovrebbe superare: De Minaur, giovanissimo australiano del 1999 ancora acerbo ma insidioso; Fritz (o Baghdatis…) il giovane americano che si sta ritrovando grazie ad un ottimo servizio; uno tra Karlovic e Mannarino al terzo turno ( il croato può essere devastante con il suo servizio in match che prevedono tie break in tutti i 5 Set, mentre il francese è decisamente uno dei giocatori più “on fire” del circuito); Del Potro o Bautista Agut agli ottavi, con l’argentino che si trova molto bene su questi campi e potrebbe compiere il colpaccio dell’anno, mentre lo spagnolo potrebbe arrivare un po’ stanco dopo le 4 partite di questa settimana a Winston Salem. Insomma ci sono almeno 5 o 6 nomi per un posto tra i migliori 8 di Flashing Meadows.

La parte bassa del tabellone vede annoverare diversi giocatori di casa che potrebbero aspirare a fare dei buoni risultati. Sam Querrey ha un tabellone abbastanza semplice visto che Simon è digiuno di partite da fine luglio, e di conseguenza l’americano potrebbe agevolmente arrivare a battagliare a suon di Aces con John Isner negli ottavi di finale. Isner dal canto suo ha sulla sua strada Herbert (che punta decisamente al doppio), il coreano Chung (troppo “leggero” per reggere la forza d’urto dell’americano) e M. Zverev non certo nel suo periodo di forma migliore. Il vincitore del derby statunitense dovrebbe giocare nei quarti di finale con Alexander Zverev. Per il tedesco però il terzo turno sarà già un match molto probante visto che dovrà affrontare con tutta probabilità il gigante sudafricano Anderson. Kevin ha già creato non pochi problemi al tedesco sia nella finale di Washington che nel quarto di finale di Montreal. Alexander ha sempre avuto la meglio in due Set tirati, ma la pressione di essere il favorito e di giocare probabilmente sul centrale potrebbe spostare leggermente il pronostico che rimane 55-45 Zverev. 

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Il tabellone si chiude con la presenza forse del giocatore più atteso, Shapovalov. Il canadese, classe 1999 e già Top 70 è stato bravissimo a superare i tre turni di qualificazione (nei quali partiva certamente da favorito ma che hanno rappresentato un ottimo banco di prova ben superato dal giovanissimo mancino) e adesso è atteso alla definitiva consacrazione nel mondo Pro. Il primo turno con Medvedev è insidioso ma alla portata mentre lo scoglio più difficile dovrebbe essere il secondo turno con Tsonga. Il francese, uscito dai Top Ten, non sta raccogliendo molti risultati ma ha esperienza da vendere e potrebbe, in un match tirato, estrarre qualche jolly dal suo cilindro. Terzo turno complicato ma alla portata con Johnson Edmund e Haase che partono più o meno tutti dallo stesso livello. L’ottavo di finale con Carreno Busta crediamo sia stato solo nei migliori sogni di Shapovalov. Discorso diverso per i quarti di finale dove potrebbe esserci (condizionale d’obbligo causa infortunio post Wimbledon) Marin Cilic. Se il croato si presenterà in condizioni decorose allora il pronostico è decisamente chiuso a vantaggi del finalista di Londra. In caso contrario spazio all’immaginazione perché Kokkinakis, Ferrer e Pouille avrebbero tutto il diritto di ambire a quel posto e contro di loro Shapovalov non parte certamente battuto.

Ricapitolando:

Nadal (o Berdych…) – Dimitrov

Federer (o Kyrgios) -  Del Potro

Zverev A. – Isner

Shapovalov – Cilic

In questo modo abbiamo anche accontentato ben 10 nazioni diverse, tra le quali manca, tanto per cambiare, l’Italia…

Solo Fabbiano è favorito al primo turno ma ci auguriamo di sbagliare e poter finalmente mettere la bandierina tricolore almeno nella seconda settimana.

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ATP Master 1000 di Cincinnati, ultimo grande appuntamento sul cemento americano, precedente gli US Open, impoverito nella forma per via delle assenze di molti grandi nomi, ma non nella sostanza; incertezza nei pronostici, match equilibrati e tennis agonistico si sono rivelati gli ingredienti per fare, malgrado tutto, di Cincinnati una competizione avvincente ed appassionante. Torneo che trova la sua naturale conclusione nella finale che vede contrapposti due atleti che nella concezione comune, sarebbero dovuti essere destinati ad occupare i piani più alti del tennis mondiale: Nick Kyrgios, fautore dell’eliminazione di Rafa Nadal, e Grigor Dimitrov, protagonista di una stagione fino a qui straordinaria.

Epilogo finale per quanto concerne ATP Master 1000 di Montreal, primo grande appuntamento della tournée sul cemento americano. Scenario che propone uno scontro generazionale tra il fuoriclasse svizzero Roger Federer ed il papabile numero uno del futuro, Alexander Zverev. Stagione superlativa per entrambi i contendenti che si presentano all’appuntamento forti di una successione lodevole di vittorie consecutive; 9 per il tedesco contro le addirittura 16 dello svizzero, il quale, malgrado i 16 anni di differenza, si affaccia alla vigilia godendo dei favori del pronostico.

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Mentre sta per terminare il torneo di Montreal che tante sorprese  e poche (una, Federer) certezze ha evidenziato, sta prendendo forma il secondo Master 1000 sul cemento nordamericano, quello di Cincinnati forse il più simile di tutti allo US Open anche dal punto di vista ambientale: stessa temperatura media giornaliera (24°), stessa % di umidità (60 con punte di 80 alla sera) quasi identica quantità di pioggia media (90mm contro 60mm).

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