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Come possiamo definire l'anno che si è appena concluso? Il termine più corretto è sicuramente RESTAURAZIONE.

Rafael Nadal e Roger Federer hanno fatto capire a tutti gli appassionati di tennis e al resto della truppa che fino a quando avranno piacere di giocare a tennis nessuno potrà avvicinarli, loro è il trono, loro è il dominio, loro sono altro da tutti e da tutto. Quattro sono le prove dello slam, due sono state vinte da Rafael Nadal (Rolland Garros e US Open) e due da Roger Federer (Australian Open e Wimbledon). Dei nove master 1000 cinque vittorie sono andate alla coppia reale, 3 allo svizzero due allo spagnolo. In una solo occasione quando erano iscritti entrambi al torneo, ha vinto un terzo giocatore, ed è accaduto a Montreal e non a caso il torneo se lo è aggiudicato Sasha Zverev. In tre occasione la finale è stata fra di loro. Mi scuso con i lettori ma in questo 2017 a parte il giovane tedesco, gli altri sono stati dei comprimari, alcuni di qualità come il bulgaro Dimitrov, ma solo dei comprimari.

A Parigi Rafael Nadal non ha vinto ha dominato, a Londra Roger Federer non è stato da meno. Entrambi hanno conquistato il titolo senza perdere un set.

Ma gli altri che fine hanno fatto?

Molti infortuni e tanta tanta pressione mal gestita. I peggiori sono stati Djokovic e Murray, usciti di scena a metà stagione con tante ferite e tante incognite. A lasciare presto la ribalta anche Wawrinka, Raonic, e Nishikori senza nessuna nota di merito. Della Next Gen uno solo si è distinto e lo abbiamo già citato: è il giovane tedesco Alexander Zverev, che ha vinto due mille, Roma e Montreal, ed è arrivato al numero 3 della classifica ATP.

A questo punto fare delle previsioni per il 2018 è veramente difficile. Proviamo a fare alcune ipotesi.

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Se Rafael Nadal e Roger Federer decideranno di gestire al meglio le loro risorse credo che tutti gli altri, Djokovic a parte, resteranno dei comprimari. Se dovessi puntare su di un rientro a livelli assoluti punterei tutto sul tennista serbo. Le ragioni sono banali: è l'unico che durante la sua carriera ha più volte superato la qualità della performance dei primi due, conosce bene il circuito, sa dove deve chiedere di più e di meno a se stesso. Come Roger e Rafa dovrà gestire la programmazione. Il primo rientro è stato disastroso ma a mio avviso è l'unico che nel 2018 può tornare grande. Tutti gli altri fuori per infortunio sono ancora molto lontani dal rientro e quindi credo che faranno molta fatica ad avvicinarsi al loro massimo livello e quindi al regno dei cieli. Per quel che riguarda la seconda fascia che annovera giocatori fortissimi come Cilic, Del Potro, Dimitrov, e Zverev, li osserveremo con grande attenzione. Io personalmente vedo il tedesco un gradino sopra gli altri se non altro perchè nel 2018 compirà ventuno anni. Il resto è rappresentato da Nick Kyrgios e dalla Next Gen. Per il primo non so più cosa dire, la qualità del suo tennis è spesso superiore a quella dei primi, mentre la sua tenuta mentale è decisamente di quarto livello. Se ci saranno dei progressi lo registreremo, a noi piacerebbe moltissimo perchè vorrebbe dire che il futuro del tennis maschile è in buone mani. Crediamoci, non posssiamo fare altro. I giovani in crescita sono tanti, purtroppo nessun italiano, ma non è una novità. Per diverse ragioni però il 2018 non sarà l'anno della loro consacrazione: alcuni ancora acerbi (Shapovalov), altri troppo scarsi. Al caos femminile dedicheremo un prossimo appuntamento.

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