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La pioggia non sembra placarsi sui campi degli Internazionali di Francia; anche nella mattinata di Lunedì le precipitazioni sono copiose e l’inizio dei match, solitamente posto alle 11.00 viene rimandato di qualche ora. Nel primo pomeriggio tutti i court del Roland Garros (a causa dei lavori di ampliamento del circolo, quest’anno sono “solo” 17 i campi che verranno calcati dai giocatori a dispetto dei 19 degli anni scorsi) sono praticabili, consentendo alle migliaia di appassionati la possibilità di gustarsi da vicino le gesta dei loro beniamini.


Per una volta iniziamo l’analisi della giornata odierna riflettendo sulle prestazioni dei tennisti italiani impegnati nel primo turno dello Slam parigino; per i colori azzurri, purtroppo, il Roland Garros inizia come peggio non potrebbe: in quattro partite 0 set vinti e 10 set persi dai nostri portacolori. Se in campo maschile ciò era attendibile visto che Cecchinato era stato sorteggiato con Kirgios mentre Bolelli aveva affrontato addirittura Nishikori, altrettanto non si può dire in campo femminile dove Vinci ed Errani erano ampiamente favorite sulla carta.

Certo, i match si giocano su ogni tipo di superficie meno che sulla carta e, sulla terra rossa del Bois de Boulogne le due ragazze italiane hanno totalizzato la bellezza (relativa) di nove game contro Bondarenko (la Vinci) e Pironkova (la Errani). Purtroppo si conferma, così, il periodo buio delle due giocatrici ed in particolare di Sara Errani che sta vivendo sin’ora un 2016 da dimenticare.

Sia in campo femminile che in campo maschile si giocano i match appartenenti alla parte bassa del tabellone in un programma, quello odierno, veramente congestionato vista la necessità di dover terminare anche le partite interrotte ieri causa pioggia.

Tra le donne vittorie molto comode per Radwanska (testa di serie numero 2) e Halep, mentre la testa di serie numero 6 Garbine Muguruza ha dovuto rimontare un set contro la giovane Shmiedlova, terminando per 36 63 63. Altre conferme per le teste di serie vengono da Kuznetsova, Safarova, Stephens, Pavlyuchenkova e Begu.

Detto delle giocatrici italiane, altro upset di giornata tra le teste di serie è quello della Pliskova, sconfitta in tre set dall’americana Rogers. In campo femminile il match più interessante in programma era sicuramente quello tra le due ragazze nate nel 1997, Jelena Ostapenko e Naomi Osaka vinto per 64 75 dalla giapponese che, a dispetto degli stereotipi territoriali, fa della potenza la base del proprio gioco.

Nel tabellone maschile le teste di serie più altolocate sono anche quelle che denotano i maggiori problemi nel loro incontro di primo turno; il campione dell’edizione 2015 Stan Wawrinka è costretto al quinto set da Rosol e, anche oggi rivela come sia ben lontano dallo stato di grazia dello scorso anno.

La testa di serie numero 2 Andy Murray addirittura parte sotto due set a zero contro nonno Stepanek (a 38 anni è il giocatore più vecchio dei French Open); nei primi due parziali il ceco sembra giocare un tennis quasi celestiale, ricco di anticipo e ricami nei pressi della rete; la variabile età, tuttavia non può essere eliminata e prolungandosi il match lo scozzese inizia a tessere la sua tela. Alla fine il match viene sospeso per oscurità sul 4-2 a favore di Murray nel quarto set con Radek in vantaggio per due set a uno.

L’unica altra sorpresa (relativa) di giornata è stata la sconfitta del rientrante Cilic contro Trungelliti mentre tra le teste di serie vita facile per Raonic, Simon e Gasquet. Degne di nota le vittorie delle wild card Fratangelo, Thompson e Bourgue, tutti e tre sotto i 23 anni. La partita più equilibrata del giorno nel tabellone maschile era sicuramente quella tra Troicki e Dimitrov, quest’ultimo nemmeno inserito trai migliori 32 del seeding, a dimostrazione della pessima stagione che sta disputando: lotta doveva esserci e lotta c’è stata con il più solido giocatore serbo che l’ha spuntata al quinto dopo essersi trovato sotto due set a uno.

Si chiude al primo turno il Roland Garros del bulgaro Dimitrov che palesa una pesante involuzione tennistica anche se, forse per lui questa è l’ultima delle preoccupazioni.

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