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Wimbledon: Day 10
E’ giunta l’ora dei quarti di finale maschile all’All England Club!In una giornata finalmente soleggiata a Londra sua maestà Roger Federer realizza una delle sue più grandi imprese in carriera. Difficile commentare una partita quando di mezzo c’è un Roger Federer che dimostra per l’ennesima volta di essere un campione con la c maiuscola ed un vero esempio per qualsiasi amante dello sport. All’età di 34 anni suonati Roger riesce a rimontare da uno svantaggio di due set a zero contro il croato Marin Cilic. La partita è spaccata letteralmente in due. Nei primi due set infatti non c’è partita. Il croato se li aggiudica per 7-6 6-4, ma la differenza in campo tra i due giocatori è molto più grande di quanto non dica il punteggio. Cilic imperversa al servizio lasciando le briciole a Roger in risposta ma soprattutto risponde da fenomeno ed è questo a fare la differenza. Dall’altra parte Roger è lento con le gambe, non è reattivo e soprattutto fa una fatica immensa a trovare il timing giusto con il rovescio. L’iniziativa dunque è quasi sempre nelle mani di Marin che come detto si porta avanti per due set. Il one man show targato Roger Federer inizia sul 3 pari al terzo dove riesce a recuperare da 0-40 un game ormai perso. Nel game successivo Roger effettua il break decisivo che porta fino in fondo,chiudendo per 6-3 e dimezzando lo svantaggio. Nel quarto set il livello del match sale vertiginosamente. Roger entra definitivamente in partita ma Cilic non molla un punto e continua a far piovere ace sulla testa dell’elvetico. Marin ha un match point sul servizio di Roger sul 5-4 in suo favore che però viene annullato dallo svizzero. Il tie break è un turbinio di emzioni e capovolgimenti di fronte. Cilic ha altre due chance di accedere alla semifinale ma l’immensa classe di un mai domo Roger Federer spengono ogni sua velleità di questo tipo. Sua maestà Roger inizia a regalare lampi di autentico talento anche con il rovescio con cui aveva faticato e molto nei primi due set ed è cosi che si va al quinto. L’inerzia psicologica è tutta a favore di Roger come anche il pubblico del centrale che lo spinge verso un’impresa che rimarrà comunque storica nella sua carriera. L’ex numero uno del mondo è ancora vivo in questo Wimbledon e vorrà dire la sua fino all’ultimo. Un esempio di un uomo prima che uno sportivo che in questi ultimi anni non è riuscito a togliersi soddisfazioni di questo tipo ma che è pronto a regalarsi e regalarci tante altre emozioni come oggi

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In semifinale Roger incontrerà Milos Raonic che ha avuto la meglio sull’americano Sam Querrey per 6-4 7-5 5-7 6-4 . Nei primi due set non c’è partita, troppa la disparità tra i due giocatori. Nel terzo set, quando tutto lascia presagire ad un tie break inevitabile, Querrey piazza il break decisivo sul 5 pari chiudendo per 7-5 e portando la partita al quarto. Raonic con Moya e McEnroe in tribuna a sostenerlo nel suo angolo riprende a fare il suo gioco, rimane concentrato, e va a chiudere per 6-4.
Il secondo quarto di finale ad andare in scena sul campo numero 1 è vede di fronte Thomas Berdych e Lucas Pouille. Il ceco partiva col favore del pronostico e non ha deluso le attese nonostante abbia giocato quest’oggi tutt’altro che un grande match. Il livello della partita non è adatto ad un quarto di finale di Wimbledon. Thomas si trova in poco piu di un’ora sopra di due set senza aver dovuto inventare chissà quali soluzioni per avere la meglio del francese che ovviamente non era abituato a giocare un quarto di finale slam. Solo nel primo set c’è veramente partita ma lo porta a casa Berdych per 7-6. Dopo aver conquistato il primo set, la partita è in discesa per il ceco che fa valere la sua maggiore pesantezza di palla e la sua maggiore abitudine a giocare a questi livelli chiudendo per 7-6 6-3 6-2.
Sul campo centrale le emozioni sembravano non avere proprio fine oggi a Wimbledon. Si perché il primo set dell’ultimo quarto di finale tra Murray e Tsonga è spettacolo puro. Un set giocato dai due giocatori con l’intensità tipica di un quinto set. Murray inizialmente sembra avere la meglio portandosi in vantaggio per 4-2 ma Jo non molla e si rifà sotto nel punteggio trascinando lo scozzese al tie-break. Il francese sembra avere le idee chiare in testa. Gioca sul rovescio di Andy solo quando sente di avere le redini dello scambio in mano e gioca aggressivo, scendendo spesso a rete, costringendo lo scozzese a lob di estrema difficoltà. Il tie-break è epico, finisce 12-10 in favore di Murray dopo aver annullato 3 set point a Tsonga. Nel secondo set il francese esce dal match, non riesce a mantenere l’alto livello di gioco, seppur con qualche imprecisione del primo set e viene travolto da Andy che in poco più di 20 minuti fa suo il secondo set per 6-1. Nel terzo set Tsonga però non vuole saperne di andare sotto la doccia e nell’unico momento di disattenzione dello scozzese a inizio set, concretizza il break che gli consente di chiudere per 6-3 e di rifarsi sotto nel punteggio, portando cosi lo scozzese al quarto set. Jo con uno sforzo incredibile e grazie al suo rovescio, tradizionalmente il suo colpo piu debole ma quest’oggi trasformatosi in un’arma riesce nell’impresa e ad andare al quinto. Ma quando tutto lascia presagire un finale epico, tirato e molto equilibrato Tsonga finisce la benzina. Troppo grande lo sforzo sostenuto per rimontare da uno svantaggio di due set a zero contro il numero 2 del mondo. Murray ha cosi vita facile e chiude con un perentorio 6-1. Ora avrà due giorni di riposo prima di affrontare il ceco Thomas Berdych in una semifinale che lo vede partire favorito visti anche i precedenti (8-6) in suo favore.

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